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Pavia

Città di origine antichissima, la “Ticinum” dei Romani, cambiò il suo nome in “Papia” verso la fine del VII secolo. Intorno all’antico nucleo con vie regolari si sviluppò la città, capitale dei territori longobardi. Dell’XI-XII secolo ci restano magnifiche chiese romaniche e numerose torri. E’ sede di un antica e importante Università, che costitutiva il centro di studi prestigiosi del Ducato di Milano.

DA NON PERDERE A PAVIA

Broletto: che risale al XII secolo, ingrandito nel secolo successivo; la loggia a due ordini sulla facciata fu aggiunta nella seconda metà del XVI secolo. Resti della costruzione originale sono visibili in fondo al cortile. 

Castello Visconteo: iniziato da Galeazzo II Visconti, terminato e abbellito dal figlio Gian Galeazzo, è uno dei più vasti edifici civili del Trecento Lombardo, interamente di mattoni con le bifore della facciata di marmo rosa. In origine era a pianta quadrata con quattro torri angolari. Due di queste torri furono distrutte nel 1527 insieme con il lato nord, che aveva nei locali interni alcuni affreschi del Pisanello, durante il saccheggio della città da parte del maresciallo francese Lautrec. Il cortile, porticato su tre lati, è corso al primo piano da una loggia con decorazioni in cotto. Il castello è sede dei Musei Civili.

Collegio Borromeo: fondato da S. Carlo Borromeo per gli studenti universitari, è stato eretto su disegno del Pellegrini ed è la sua  prima opera importante. Ha grandiosa facciata, imponente cortile, sul quale si affaccia la cappella, e un bellissimo giardino. 

Collegio Ghislieri: fondato dal Papa Pio V, al secolo Antonio Ghislieri, per ospitare studenti, fu eretto su disegno del Pellegrini. Il cortile interno risale al XVIII secolo. Vi studiò anche il Goldoni, che ne fu espulso al terzo anno di studi per una satira scritta contro le ragazze di Pavia.

Collegio Universitario Cairoli: sorto come collegio austro-ungarico, eretto dall’architetto Piermarini con la collaborazione del Pollack, nel 1948 fu interamente ricostruito. Grandioso il cortile a portici e loggiati.

Duomo: eretto su due Cattedrali romaniche demolite, ne diressero l’opera l’Amadeo, G. G. Dolcebuono e C. Rocchi. E’ tra le più importanti opere rinascimentali. Alla costruzioni lavorò nei primi anni il Bramante, che volle il diametro della cupola corrispondente alla larghezza totale delle tre navate. AncheLeonardo da Vinci e Francesco di Giorgio Martini diedero consigli per l’erezione  della basilica. L’interno è imponente, soprattutto in corrispondenza della grandissima cupola.

Ex. Ospedale di S. Matteo: costruzione su quattro chioschi separati di cui solo uno appartiene all’edificio originale. Sulla facciata, pregevoli terracotte rinascimentali. Ospita un “Antiquarium” con busti romani e una collezione di monete. 

Musei Civici: hanno sede nel Castello Visconteo. Riuniscono una sezione archeologica con materiale vario; una sezione dedicata alla scultura, con pezzi notevoli soprattutto di arte longobarda; una sezione storica con armi e cimeli delle guerre del Risorgimento e una sezione di arte moderna.

Palazzo Bottigella: costruzione rinascimentale, fu attribuita al Bramante; ha il cortile a portici e logge.

Palazzo Municipale: risale al 1728-30, è un opera di G.A. Veneroni. Piazza della Vittoria: ampliata nel 1357, è nota come Piazza Grande, interamente circondata da case a portici del XIV e XV secolo.

Piazza Leonardo Da Vinci: sul lato nord vi sono tre torri romaniche ben conservate. 

Pinacoteca Malaspina: raccoglie alcuni buoni pezzi tra i quali una “Testa di Putto”, frammento di un affresco, “Madonna e Santi” del Correggio, un” Ritratto Virile”, attribuito ad Antonello da Messina e un “Ritratto femminile” di B. Luini. 

S. Maria del Carmine: risale al XIV secolo, ha una bella facciata gotica con pinnacoli, ornata di un rosone fiancheggiato da statue di terracotta. I portali sono del secolo scorso.

S. Maria di Canepanova: opera dell’Amadeo che, probabilmente, si avvalse di disegni del Bramante  per la costruzione della cupola.

S. Michele: ricostruita all’inizio del XII secolo, la basilica fu storicamente resa famosa per le numerose incoronazioni che vi ebbero luogo. All’interno, Crocifisso sbalzato d’argento del X secolo e resti di affreschi che risalgono agli anni tra il 661 e il 668.

S. Pietro in Ciel D’Oro: basilica longobarda restaurata alla fine del secolo scorso. L’interno, con archi a tutto sesto, conserva, all’altare maggiore, l’Arca di S. Agostino eseguita da maestranze lombarde nel XIV secolo, Nella cripta, la tomba di Severino Boezio, consigliere di Teodorico che, dopo averlo ingiustamente accusato di tradimento, lo fece uccidere nel 524. 

S. Teodoro: costruzione in cotto  restaurata di recente. E’ in forme romaniche e conserva, all’interno, numerosi affreschi. 

Università: molto rimaneggiata nei secoli, fu rifatta dal Piermarini e poi dal Pollack. Si notino i  numerosi cortili, lo scalone d’onore e il “teatro fisico” costruito nel 1786 per Alessandro Volta che vi effettuava i suoi studi.

Dintorni di Pavia

S. Lanfranco: chiesa romanica a una navata. Conserva all’interno, l’Arca del Santo, opera  dell’Amedeo. Dalla chiesa si passa in un chiostrino del 1467 di cui rimane un solo lato con terrecotte   nel chiostro grande, opere dell’Amedeo.

Certosa: iniziata al 1396, la costruzione continuò a più riprese sino al 1625; il portale d’ingresso,  rinascimentale, immette nel vasto piazzale dove, a destra, si trova la Foresteria, severa opera della maturità del Ricchino; a sinistra, ambienti di servizio con grande torchio e di fronte troviamo la chiesa. La facciata della chiesa, è un capolavoro della scultura lombarda rinascimentale; l’interno della chiesa ha due file laterali di cappelle aperte da archi. La decorazione delle cappelle è, in gran parte, del Bergognone e aiuti. Nella sacrestia vecchia, un polittico d’avorio dell’inizio 1600; nel presbiterio, affreschi di D. Crespi e coro intagliato del 1498. Nel locale del Lavabo, vasca decorata con bassorilievi risale al 1489. Accanto alla chiesa troviamo i chiostri: quello piccolo ha decorazioni in cotto e un portale d’ingresso finemente decorato dall’Amadeo; in quello grande si affacciano le celle dei frati.


Viste della Lombardia

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