Una passeggiata alla scoperta di Milano

Nella frenetica Capitale del Nord, quella che un tempo era considerata la “Milano da Bere” ci sono angoli nascosti e un po' misteriosi. Nascosti ma visibili a tutti, solo poco considerati perché scorci discreti, o talmente vicini che non ci facciamo caso. Siamo troppo impegnati a camminare, prendere il tramo o parlare al cellulare per accorgersi dei balconi o delle scritte sui muri, vere e proprie testimonianze di un passato anche remoto.

Ignoriamo molto di una delle città più attive d'Italia, spesso considerata solo per la sua parte fashion o per quella industriosa. Meno per l'arte e la cultura sebbene Milano sia ricca di opere d'arte. E come per qualsiasi altra città dalla storia millenaria (lusso, moda e finanza sono tutte caratteristiche moderne, ma Milano affonda le sue radici tremila anni fa, con i Celti e i Romani. Poi i Longobardi, le casate dei signori Visconti e Sforza, e via via verso l’industrializzazione) si possono trovare simboli, segni esoterici o misteriosi.

Girare per Milano non per negozi ma in cerca di testimonianze antiche e nascoste, magari in un giorno di nebbia , può avere il suo fascino. E’ un modo insolito e coinvolgente per fare il turista. Non resta che prenotare una stanza in uno dei tanti hotel a Milano e poi cercare guide specifiche sui misteri della città meneghina. Prendiamo la chiesa del patrono Sant’Ambrogio: all’esterno e all’interno ci sono scacchiere dalle caselle bianche e nere che fanno pensare a simboli templari e massonici. La Colonna del Diavolo, sempre in Sant’Ambrogio, ricorda la leggenda della lotta tra il santo e il maligno. Dai fori sulla colonna uscirebbe ancora odore di zolfo. E sempre secondo la leggenda il Diavolo prese casa a Milano, al numero 3 di Corso di Porta Romana, dove è infisso un proiettile di artiglieria del 1848. Meno esoterica (o forse no?) è la casa di Albert Einstein in Via Bigli 21, quando visse in Lombardia da giovane. Vale la pena andare nella cripta di San Giovanni in Conca, o dare un’occhiata allo scheletro di un cavallo appartenuto a Napoleone. C’è poi un automa in legno del ‘600 al Museo dei Vigili del Fuoco, degno di un film thriller. C’è poi un inquietante gatto di lamiera che che osserva i passanti dal seminterrato di Corso Monforte 43, o una ragazza sconcia che alza la gonna e mostra le sue grazie a chi ha l’accortezza di andare nella sala VI del Museo di arte Antica del Castello Sforzesco. Era su Porta Vittoria, ma da molti anni ha trovato una collocazione più “discreta”.

Insomma, Milano è moda, fashion, finanza, ma anche mistero e storia. Basta solo viverla nel modo giusto.

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