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Mantova


Città di antichissime origini, è circondata da tre lati da un’ansa del fiume Mincio che qui si allarga a formare un lago.

DA NON PERDERE A MANTOVA

Arengario: risale circa al 1300 con trifore e loggia superiore.

Casa di Andrea Mantegna: se ne attribuisce il progetto al Mantegna stesso. Ha forma di cubo, con splendido cortile interno ellittico. 

Casa di Giulio Romano: eseguita su progetto dell’artista stesso, che ne affrescò una sala, fu ampliata nel XIX secolo. 

Castello di S. Giorgio: inserito nel complesso del Palazzo Ducale, è un opera di Bartolino da Novara, trasformato in dimora patrizia da Ludovico II. Ha un bel cortile porticato, opera di L. Fancelli su progetto del Mantegna. Duomo: ricostruito su progetto di Giulio Romano su un edificio precedente, di cui rimangono il campanile romanico e un fianco tardo gotico. La facciata è opera barocca del 1756 di N. Baschiera. All’interno, un sarcofago del V secolo con bassorilievi; una “Crocifissione” del XIV secolo; nel coro, “SS. Trinità con la Madonna e il Battista”, affreschi di D. Fetti; la Cappella della Incoronata (1480), attribuita a L. Fancelli, e una “Pietà” di G. Bazzani. 

Ospedale Grande: costruzione attribuita a L. Fancelli, notevole esempio di arte padana del primo Rinascimento. Attualmente è adibito a Caserma dei Carabinieri. 

Palazzo d’Arco: all’interno, un’interessante quadreria, il Museo di Storia Naturale e un salone superstite di un edificio preesistente del XV secolo, affrescato probabilmente dal Falconetto. 

Palazzo della Finanza: la facciata di P. Pozzo, del 1787, ha due portali rinascimentali incorporati. All’interno due chiostri della fine del XV secolo. 

Palazzo della Ragione: costruzione restaurata di recente con portico e piano nobile formato da unico locale. 

Palazzo del Podestà: costruzione rimaneggiata nel XV secolo, sulla facciata, la statua “Virgilio in cattedra” del XIV secolo.

Palazzo di Giustizia: attribuito ad A. M. Viani con facciata arricchita da enormi cariatidi e, all’interno, bellissime statue decorate. 

Palazzo ducale: copre una vastissima area, con cortili, giardini e piazza, è un insieme di edifici di varie epoche. Il Palazzo del Capitano e la “ D o m u s Magna”, della fine del XIII secolo, furono costruiti su commissione dei Bonacolsi, antichi signori della città. Fanno parte del complesso anche il Castello di S. Giorgio e la basilica palatina di S. Barbara. Moltissimi ambienti sono visitabili, tra i quali: la Sala di Troia, affrescata da Giulio Romano e collaboratori con scene della leggenda di Troia; la Sala dei Principi, con grandi frammenti di affreschi del ciclo dei Cavalieri e sinopie del Pisanello. L’Appartamento dei Nani, pittoresco e strano nelle dimensioni adeguate ai destinatari, buffoni di corte, e ai loro familiari; la Sala dei Fiumi; la Cavallerizza, cortile destinato ai tornei a cavallo, opera di Giulio Romano. Tra le opere pittoriche esposte nel palazzo merita un particolare cenno la grande tela di Rubens, “I duchi Guglielmo e Vincenzo Gonzaga con le rispettive mogli Eleonora d’Austria ed Eleonora dè Medici in adorazione della Trinità”. Nel Castello di S. Giorgio, la Camera degli Sposi, con pareti e soffitto interamente affrescati dal Mantegna, è considerata il capolavoro dell’artista.

Palazzo Guerrieri: costruzione trasformata nel XVI secolo, è dominata dalla cosiddetta Torre della Gabbia che servì, durante la signoria dei Gonzaga, a rinchiudere i delinquenti. 

Palazzo Sordi: opera del fiammingo F. Geffels, in forme barocche. Fastoso cortile interno con stucchi e sculture di G. B. Barberini. 

Palazzo Te: deriva il suo nome dal fatto che vi si arrivava percorrendo un viale di tigli. E’ il capolavoro architettonico di Giulio Romano che lo costruì per Federico II Gonzaga. Si rifà, nella pianta, alle case romane: si notino l’apertura verso lo spazio esterno e la grande esedra. Molti artisti contribuirono a decorarlo con stucchi e affreschi. La prima grande sala è tutta decorata con affreschi raffiguranti cavalli; la Sala dei Giganti, con colossali figure; la Sala di Psiche, con storie del mito di Psiche, opera di Giulio Romano e di suoi aiutanti, e infine, la Sala degli Stucchi, con fregio a opera del Primaticcio e di G. B. Scultori.

Piazza delle Erbe: caratteristica per l’insieme di edifici che vi si affacciano. 

Piazza Sordello: fa parte del sistema di piazze collegate: delle Erbe, del Broletto, del Castello, ognuna con diverse funzioni, che si sviluppa da sudovest a nord-est. Centro politico della città di un tempo, ha pianta rettangolare allungata su cui si prospettano palazzi e monumenti. Le costruzioni medievali merlate del XIII secolo sono le Case degli Acerbi, segue il Palazzo Bonacolsi della stessa epoca, il Palazzo Castiglioni del XIV secolo e il barocco Palazzo Vescovile.

Rotonda di S. Lorenzo: è una chiesetta circolare sotto l’attuale livello stradale, che ha, all’interno, affreschi dell’XI e XIII secolo e un matroneo su un giro di colonne. 

S. Andrea: progettata da L. B. Alberti, sebbene sia stata costruita in più riprese ha mantenuto il disegno voluto dal Maestro. Fa eccezione la cupola barocca, su disegno dello Juvarra. Conserva dipinti del Correggio, della scuola di Giulio Romano, di L. Costa il Vecchio, del Mantegna e affreschi di D. Fetti. Si noti, inoltre, il Mausoleo del vescovo Andreasi, opera di P. Clementi (1579), il Mausoleo Strozzi (1529) e la tomba di Andrea Mantegna con un busto di bronzo. 

S. Barbara: fa parte del Palazzo Ducale, era la chiesa di corte o “basilica palatina”. E’ opera di G. B. Bertani e ha interno barocco. Il Tesoro custodisce un fermaglio da piviale attribuito a Celllini. 

S. Barnaba: costruzione rimaneggiata nel XVIII secolo dal Battaglia, con facciata di Antonio Bibiena. All’interno, una “Via Crucis” di G. Bazzani. L’opera principale dello stesso artista, “Visione di S. Romualdo”, è nella quadreria sistemata nell’abitazione del parroco. 

S. Francesco: chiesa gotica, costruita su un oratorio romanico, restaurata dopo l’ultima guerra, tranne l’abside. All’interno, affreschi della fine del XIV secolo, opera di Stefano da Zevio e Tommaso da Modena. 

S. Leonardo: ospita opere di F. Francia e di L. Costa il Vecchio.

S. Maria della Carità: conserva, all’interno pitture di G. Bazzani. 

S. Maria di Gradaro: ha facciata romanico-gotica e, all’interno, gotico, affreschi bizantineggianti del XIII secolo e nel contiguo monastero due chiostri del XV secolo.

S. Maurizio: chiesa costruita dall’architetto A. M. Viani, con facciata del XVIII secolo. All’interno, opere di L. Caracci, J. Denys, G. Bazzani. 

S. Sebastiano: costruita su progetto del 1460 di L. B. Alberti, è la prima fra le chiese rinascimentali ad avere una pianta a croce greca, col frontone applicato a uno dei bracci. Un restauro del 1925 ha aggiunto due scale alla facciata. 

Teatro Scientifico: ha sede nel Palazzo dell’Accademia Virgiliana che vanta una facciata del Piermarini del 1773. 

Teatro Sociale: opera dell’architetto L. Canonica, tipico esempio di teatro neoclassico con ricco interno.

Torre dell’Orologio: poderosa costruzione del L. Fancelli. 

Università dei Mercanti: sulla facciata, affreschi attribuibili al Pordenone. 

Voltone di S. Pietro: passaggio obbligato per accedere alla città medievale in piazza Sordello. Nel Medioevo era una delle porte della cinta muraria. 

Dintorni di Mantova

Favorita: (1615-24) dimora gentilizia costruita da N. Sebregondi per il duca Ferdinando Gonzaga, più volte devastata, di cui non restano che muri anneriti dall’incendio che l’ha distrutta. 

S. Maria degli Angeli: (1429) costruzione gotico-lombarda, conserva, all’interno, una tavola “Madonna con Angeli” di un pittore legato al Mantegna. 

Santuario di S. Maria delle Grazie: (1399-1406) opera attribuita a Bar tolino da Novara. Sulla facciata ha un bel portico rinascimentale. All’interno, ricchissimo, statue votive spesso molto curiose e il Mausoleo di Baldassarre Castiglione, del 1530 ca., eretto su disegno di Giulio Romano, a forma di piramide, un marmo rosso di Verona. 



Viste della Lombardia

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