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Lago di Lecco

La riviera orientale del Lario

Seguendo il corso del torrente Méria, che trova le sue origini sopra l’alpe di Era a ridosso del Sasso Cavallo (m.1923), meta di piacevoli escursioni, incontreremo interessanti frazioni; sui declivi Rongio, che ha la piazza spaziosa con fontana settecentesca, l’oratorio di S. Antonio del 1654, la torre dei Lanfranconi, e di fronte il colle boscoso di Somana, da cui parte la mulattiera per S. Maria di Olcio, romito ospizio ricordato nel 1145, che mantiene un intatto campaniletto romanico. A Somana, fra verdeggianti roccoli e boschine, può mettere capo un itinerario per selciate mulattiere che corrispondono alla vecchia strada ducale, antecedente alla statale dello Stelvio aperta sul lago dagli austriaci (1826-1829). La strada ducale, detta anche "dei viandanti", parte dalla curva si S. Martino prima di Abbadia e tocca i Molini, Robbiànico, Castello, Linzànico, da cui si scende alla chiesa di S. Giorgio;

poi, nell’abitato di Mandello, si risale il Meria a Molina e, attraverso le case di Gorlo, si riesce a Somana. Varenna siede al centro della antica Riviera di Lecco, nel cinquecento feudo degli Sfondrati, che diedero alla chiesa il papa Gregorio XIV (1590). La vecchia statale sfiora l’incubatoio De Marchi, fondamentale per ripopolare il lago, incuneandosi poi fra le case di Fiumelatte, che prende il nome dal gorgogliante fiumicello, che fuoriesce da una caverna famosa, già studiata da Leonardo: l’acqua spumeggia lattiginosa soltanto in primavera. Varenna siede nel centrolago, dove il Lario ha la massima ampiezza (4,5 Km) e fronteggia la penisola di Bellagio e la cittadina di Menaggio, con cui ha molti contatti con battelli e traghetti. Il paese è da ammirare appunto dal lago, con la sua architettura a scoscesa e coloratissima piramide, accentuata dalla verticalità del sovrastante pendio a bosco e radure, coronato dal castello di Vezio. La base a contatto col lago inizia col giardino di suggestivi cipressi e rare essenze mediterranee e tropicali, appartenente alla Villa Monastero, convento dal 1208 al 1567. Ora sede di convegni internazionali sui temi della fisica, dell’astronomia e della biologia. L’edificio ha parti rinascimentali, sale barocche, arredi di Luigi XIV, arazzi Gobelin. Fiorirono sul Lario fra il cinquecento e seicento numerosi "luoghi di delizia", ville superbe della nobiltà terriera e manifatturiera del contado. A Varenna, dal clima mite e dalle visuali incantevoli, il piacere dei ricchi si accompagnava all’amore per la natura, incrementato dall’opera di oscuri ma efficaci artigiani del verde, che ci hanno lasciato incomparabili giardini. Da visitare la Villa Monastero.


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