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Lago di Lecco

Lungo la costiera degli uliveti

Passando l’angusta strettoia tagliata nelle rupi della Rocca, si scende alla baia di Parè, e si seguono quindi le scabrose pendici del Moregallo dove si aprono antiche cave di pietrisco e calce, usate fin dal XVIII secolo: verso lago una perfetta fornace a torre tramanda questa caratteristica. La riva del Melgone è molto frequentata dai bagnanti ed ha infrastrutture per imbarcazioni e motoscafi, oltre che la vecchia osteria della Fame. In un paesaggio selvatico si giunge in vista di Onno, primo dei nuclei del comune di Oliveto Lario, che deve il suo nome alla tipica vegetazione, che permette ancor oggi la produzione di un saporito olio verdastro locale. Il pittoresco nucleo 

risale il pendio fin sotto il Sasso di Onno, parete liscia e verticale, su cui fioriscono leggende. A Vassena, sede comunale, si aprono più ameni paesaggi per la villeggiatura e ben si gode nella riposante passeggiata sul lago, dov’è il porto con resto di torre e la chiesa di S. Nazaro; al di sopra della statale è l’elegante sagoma barocca del santuario del Carmine L'ultimo anfiteatro di Oliveto Lario comprende Limonta, a contatto col territorio di Bellagio. Questo centro, insieme con Civenna, venne donato nell’835 dall’imperatore Lotario al monastero milanese di S.Ambrogio, cui dava prodotti agricoli, ferro e olio. La bellezza della terra fu cantata dal Tommaseo e da Tommaso Grossi nel romanzo storico "Marco Visconti". Il breve arco della riviera è segnato a sud da San Dionigi, a nord dal singolare santuario della Madonna del Moletto. A Limonta il legno d'olivo viene intagliato per oggetti venduti la più parte a Bellagio.


Viste della Lombardia

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