Territorio impervio quello della Valvarrone, dove il fiume Varrone scorre profondamente incassato, fra boscosi e ripidissimi pendii, e sottolineato a settentrione dalla catena delle alpi orobie, dominata dal ferrigno Legnone, vetta più alta della provincia (m. 2610). Diversi versanti, crestoni poco esplorati lasciano spazio alle emozioni dell’alpinista che non cerca le vie più frequentate. corso del Varrone inizia con Pagnona, biancheggiante agglomerato di antiche case a contrasto con il vicino centro di Premana, ampiamente modernizzato. La pittoresca strada centrale è adorna di portali, affreschi e graziosi balconi, e non è raro incontrare donne che indossano il tradizionale costume specialmente per la festa dell’Addolorata. Il medio corso del fiume Pioverna si sviluppa a grandi meandri ghiaiosi fino a Primaluna, con ricchezza di acque dove è attiva la pesca della trota;
mentre ad est incombono le boscose pendici della cima di Olino, l’altro versante è dominato dai dirupi del Paolone, del Dente e del Pizzo della Pieve (m. 2257), solcati da profondi valloni per i quali si sale attraverso difficili sentieri a raggiungere il nevaio sotto la vetta della Grigna settentrionale. Al piede del monte si aprono cave di barite e di piombo, premesse alle numerose peculiarità naturali di questa parte della Grigna, dove si aprono varie grotte nella Val di Baredo e nella Val dei Molini; lo scenario è ricco di leggende legate alle forme rocciose, il campanile dei Saraceni, lo stilo di Prè Isepp, cacciatore indemoniato lungo le nevi del passo di Zapell e le vertigini della parete Fasana, meta di scalatori. Primaluna rimane il centro religioso della Valsassina, su cui ebbe preminenza la famiglia capitaneale dei Della Torre, divenuta potente in Milano dopo il 1240. Delle fortificazioni si ha traccia solo nella torre eponima su un vicino colle, anche se caseforti e palazzetti dei Della Torre, fregiati da stemmi e decorati da affreschi cortesi, si addensano nelle spaziose contrade (via Torriani, via Majosta), che risalgono alla piazza della preposituale di S . Pietro. L’elemento più antico è costituito dalla forte torre campanari romanica, mentre l’edificio, ingrandito nel 1892, ha diversi quadri secenteschi di impronta tizianesca, finissimi intagli del 1646, un imponente altare del primo neoclassico e una vasca marmorea del principio del XV secolo.Nel mezzo dell’abitato, oggi in rapida trasformazione, si innalza una forte torre medioevale fra caseggiati decorati di affreschi e stemmi. La parrocchiale di S. Antonio (1891) accoglie opere provenienti dalla precedente chiesa trasformata in canonica : sulla piazza si vede un muro, già appartenente al campanile, un’aretta romana dedicata ad Ercole ; nella chiesa si trovano una pala cinquecentesca veneta, due quadri di Lodovico Vignati (1690), una madonna scolpita da Carl’Antonio Tantardini (ca 1730), scultore del luogo al servizio dei Savoia.

