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Lago di Lecco

Il Monte di Brianza ed i laghetti Prealpini

Da Ello verso Galbiate può prender le mosse un viaggio di scoperta di vecchie strutture industriali. Prima di Ello si rasenta il perfetto complesso del filatoio dello Zero, con eccezionale torcitoio, diga e condotte d’acque, in collegamento con altri opifici, di cui il principale è quello della Torre in Ello. Questi impianti, riorganizzati nella seconda metà dell’ottocento, appartenevano ai De Vecchi, che avevano anche la bella filanda di Vergano; ad Ello la famiglia Dell’Oro mostra ancora in funzione i vecchi macchinari. Si entra poi nella florida convalle di Galbiate, sparsa di singolari episodi rurali, la coloratissima frazione Rossa, Baravico con la sua torre, la Gagliarda con affreschi del cinquecento, Cascina Frattini con resti di marmi romani, Cascina Costa dove Alessandro Manzoni fu collocato a balia; sulla costiera verso Garlate, Mozzana è dominata dal settecentesco palazzo Galli poi Resinelli. L’emissario del lago di Oggiono, il Rio Torto, percorre la breve Valmadrera per gettarsi nel lago di Lecco alla baia di Parè. Sul suo corso sorsero molti molini, rintracciabili in pittoreschi agglomerati a Scarenna e al Molinetto; è oggi questa una piana percorsa dalla parte terminale della superstrada Milano - Lecco, congestionata di edifici industriali e dominata dalla mole di un problematico forno d’incenerimento. Fra il Cornizzolo e il Rai ci si addentra nella selvaggia Val dell’Oro, percorrendo un orrido più volte celebrato nell’ottocento; risalendo la Val Molinata sopra Valmadrera, si acquistano il Sasso Malscarpa e il Prasanto (m.1244) riserve naturali della Regione. Da visitare la Chiesa di San Pietro.

San Pietro, collocata ad un’ora di cammino sulla costa del monte Pedale ora Cornizzolo a 609 metri d’altezza. Dalla scalinata si raggiunge l’ingresso sopra il quale Cristo consegna il Rotolo della Nuova Legge a S. Paolo e le chiavi a S. Pietro; nella chiesa erano conservate le catene e le chiavi di S. Pietro (ora in S. Calogero, che ha pure capselle di marmo e argento dei secoli VI - VII), tipiche reliquie dei pellegrinaggi. In S. Pietro, l’abside orientale, preceduta da un nartece semicircolare, è divisa in tre sezioni da colonne a stucco che reggono un grande arco trionfale. I pellegrini venivano accolti dai Santi Gregorio e Marcello con versi di salmi riferiti alle cerimonie del giovedì santo per la riammissione dei peccatori: 
"entrate figli e sarete illuminati..." La prospettiva è la Gerusalemme Celeste che capeggia sulla volta a crociera, affiancata dai Quattro fiumi del Paradiso e dagli Angeli con le trombe dell’Apocalisse, il cui avvenimento principale è rappresentato tra fasce di stucco lavorato a fogliami sulla parete dell’arco trionfale: Michele trafigge il drago davanti al Cristo della Parusia, liberando la Donna - Chiesa e l’infante, che è nello stesso tempo l’anima con le braccia aperte a forma di croce e Cristo stesso.


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