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San Pietro in Ciel d'oro

Costruita nel logo in fu martirizzato Severino Boezio, San Pietro in Ciel d'oro è un'antica chiesa romanica eretta probabilmente tra il 1100 e il 1200 su una preesistenza di origine longobarda.

Conserva numerosi tesori: qui fu traslato il corpo di sant'Agostino, uno dei padri della chiesa. La sua salma fu trafugata dai pirati saraceni che la portarono in Sardegna con l'intento di rivenderla a peso d'oro ai cristiani. L'acquistò il re longobardo Liutprando che per ospitarla fece costruire la chiesa.

Riposa accanto al corpo di Agostino anche quello del martire Severino Boezio, ricordato da Dante nelle Divina Commedia con questi versi "i'mi son un che, quando/ amor mi spira, noto, e a quel modo/ ch'è ditta dentro vo significando" (Pg. XXIV, 52-54).

La basilica deve il suo nome al fatto che anticamente l'abside era ricoperta da un mosaico in oro zecchino, che fu predato dai francesi nel 1799.

Rilevante fu anche la funzione politica che l'antica chiesa svolse: qui si riunivano i re tedeschi nelle loro discese in Italia per stabilire nelle loro Diete le leggi che avrebbero regolato il regno.


Viste della Lombardia

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