Lungo le sponde Lombarda e Piemontese di questo magnifico fiume, meta un tempo delle cacce signorili (ne resta memoria nel bell'edificio rinascimentale, nel tipico cotto, della cosiddetta "Sforzesca", già casino di caccia dei Duchi di Milano, presso Vigevano), resta ancora un paesaggio incontaminato, in cui albergano e si riproducono varie specie di selvaggina che sarà facile incontrare (lepri, cinghiali), e dove sostano nelle lanche, i più svariati e rari uccelli di passo (dallo airone cinerino al mestolone, dal fischione al più prosaico, ma ugualmente bello, germano reale). L'appassionato di birdwatching - la caccia è infatti vietata nel Parco - potrà davvero divertirsi. Molti sono poi i sentieri, pedonali e ciclabili, e le aree di sosta attrezzate dove consumare e i pasti col sacco, non mancano tuttavia rustiche trattorie, ristoranti di gran classe e raffinata cucina. Visitate poi Zelata, frazione di Bereguardo cara al pennello di Pompeo Mariani, che a cavallo del secolo scorso fermò con la sua arte le indimenticabili brume di questo tratto veramente romantico del Ticino, ove villeggiava, fra gli altri, lo storico Antonio Lavagna Sangiuliani.
La zona a nord di Pavia, come l'Oltrepò, è ricca di castelli: si ricordino fra tutti quelli di Belgiojoso, poi trasformato in villa signorile ed oggi sede di mostre ed eventi e quello di Bereguardo, dirimpetto alla villa Del Majno. Nel parco di un'altra Villa, la Botte Adorno, a torre d'Isola, la leggenda vuole sia sepolto il tesoro della Repubblica Genovese, trafugato al crollo della stessa. A Sesto Calende, il paesaggio fluviale cede il posto ai canneti che bagna il Lago Maggiore.

