Imponente e di dignità regale la villa sorprende il turista, prima che per l'ordinato equilibrio architettonico, per le sue dimensioni. Inserita nell'area verde del parco rivolge la facciata verso la città.
Negli ampi saloni all'interno a cui si accede attraverso lo "scalone nobile" non si faticano ad immaginare i fasti dell'epoca austriaca: i balli, le schermaglie amorose e gli intrighi di corte.Fu il dono di una madre devota, Maria Teresa d'Austria, al figlio l'arciduca Ferdinando, che ne fece la sua villa di campagna.
La progettò Giuseppe Piermarini , che firmò anche il progetto del teatro alla scala. Quando l'Italia si liberò del dominio austriaco la villa passò ai Savoia che vi mantennero la residenza estiva cosa che per la verità non portò loro molta fortuna.
Fu proprio lungo il grande viale che conduce alla villa che il 29 luglio Umberto I fu ucciso con tre colpi di rivoltella dall'anarchico Bresci.
Nel luogo in cui il re morì è stata edificata una "cappella espiatoria". Attualemente la villa viene utilizzata per concerti e convegni. Da vedere il padiglione detto "la rotonda", affrescato dall'Appiani con le storie di Amore e Psiche.

