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Chiese di Milano

Il Duomo di Milano

Il Duomo di Milano è il massimo monumento della città, ha, sulla facciata, cinque portali, è l’unica grande costruzione al mondo costruita interamente in marmo. 

Interessante il portale centrale, su disegno di F. M. Ricchino e di G. B. Crespi, con la porta di bronzo, moderna, del Pogliaghi. Le altre porte, tutte moderne, sono decorate da A. Minerbi, Castiglioni, Lombardi e altri. L’abside, di forma poligonale, con tre finestroni decorati a nervature, fu eseguita su progetto di Filippino degli Organi. La grande guglia è del XVIII secolo. Tutte le parti, compresi i fianchi e l’abside, sono decorate di statue di vario genere, databili tra il XIV e XIX secolo. L’interno è grandioso e austero, a cinque navate, divise da cinquantadue pilastri. La pavimentazione è stata eseguita su disegni del Pellegrini cui si deve anche il retrocoro di marmo che forma un grande recinto con finestre rettangolari e belle decorazioni. Nella prima navata destra, si notino: Crocifisso di rame sul Sarcofago dell’arcivescovo Ariberto da Intimiano, opera di artisti longobardi dell’XI secolo; il Sarcofago di Marco Carelli, di Filippo degli Organi. Nel transetto si notino il Monumento a Gian Giacomo Medici, opera di L. Leoni; l’altare donato da Paolo IV, di fattura del XVI secolo con tre statue renane del XIV secolo; la vetrata con scene della vita di S. Caterina d’Alessandria, eseguita nel 1556 e la vetrata, disegnata da Nicolò da Varallo, dedicata a scene della vita di S. Giovanni Damasceno. Nella navata centrale del transetto sinistro, la Cappella della Madonna dell’Albero e il bronzoe Candelabro Trivulzio, di stile gotico-francese della fine del XIII secolo. La zona presbiteriale fu soprelevata dal Pellegrini per formare la cripta. Il presbiterio, in stile classico, ha notevoli decorazioni come l’altare maggiore che è sovrastato da un tempietto su disegno del Pellegrini, di bronzo dorato e argentato, sormontato da una statua di Cristo Trionfatore. Il coro fu disegnato dal Pellegrini ed eseguito in noce a intagli da un gruppo di artisti del legno, dal 1572 al 1620. Dalla cripta, opera del Pellegrini, si scende in un locale ottagonale detto Scurolo di S. Carlo, eseguito su progetto del Ricchino. Dal retrocoro, si passa alle due sacrestie: la più interessante è quella meridionale, che ha un magnifico portale eseguito dal Fernach. Di uguale datazione il portale della sacrestia settentrionale, opera di Giacomo da Campione. Nella navata all’estrema sinistra, si notino gli altari delle cappelle sesta, settima e ottava, tutti su disegno del Pellegrini. Nel Tesoro, ricco di importanti pezzi, una notevolissima copertura da evangelario, con lavori a sbalzo e gemme.


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